Ruolo, mansioni e competenze del Preside accademico

Il Preside della Facoltà di Economia coordina le attività accademiche, amministrative e strategiche della facoltà. Tra le principali mansioni rientrano la definizione delle priorità didattiche e di ricerca, la gestione del personale docente e tecnico-amministrativo, la supervisione dei piani di studio e l’assicurazione della qualità dei corsi. Il Preside rappresenta inoltre la facoltà nei rapporti istituzionali, con enti esterni e con i potenziali partner economici e sociali.

Per svolgere questo ruolo è fondamentale possedere competenze gestionali, di governance e di comunicazione. Sono richieste capacità di pianificazione strategica, budgeting, valutazione della ricerca e sviluppo di partnership. Il contesto lavorativo è caratterizzato da interazioni con organi universitari, aziende, enti pubblici e studenti, con responsabilità che includono la gestione di risorse e la promozione dell’innovazione accademica.

Il profilo combina aspetti accademici e manageriali: oltre all’esperienza scientifica, il Preside deve dimostrare leadership, capacità negoziali e visione strategica. Il ruolo può prevedere incarichi a tempo determinato o elezioni interne secondo il regolamento dell’ateneo, con aspettative elevate su trasparenza, responsabilità e orientamento ai risultati.

La figura del Preside della Facoltà di Economia si colloca al centro dei processi accademici e organizzativi: quando sul sito sono presenti annunci (attualmente 23), le opportunità spaziano dalla gestione amministrativa alla promozione di programmi di ricerca e partnership con il mondo aziendale. In genere le posizioni emergono in atenei dislocati in Torino, Milano, Firenze e, talvolta, offerte da Betacom Group, Michael Page International Italia S.r.l., Jobgether, ma il quadro resta leggibile anche in assenza di riferimenti specifici.

Il mercato valorizza competenze in governance, attrazione di finanziamenti e internazionalizzazione; trend recenti come la digitalizzazione dei processi didattici e l'orientamento a studi interdisciplinari influenzano le candidature per il Preside della Facoltà di Economia, richiedendo flessibilità e visione strategica.

Studi richiesti: Laurea magistrale o dottorato in economia o discipline affini; consolidata carriera accademica con abilitazione scientifica e esperienza in ruoli di gestione/dirigenza universitaria. Corsi di management universitario e formazione in governance sono preferibili.

Competenze richieste: Leadership accademica, Governance universitaria, Pianificazione strategica, Gestione del budget, Valutazione della ricerca, Sviluppo programmi didattici, Comunicazione istituzionale, Negoziazione e stakeholder management, Capacità di networking, Conoscenza delle normative universitarie, Project management, Gestione delle risorse umane










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Per diventare Preside della Facoltà di Economia è generalmente richiesta una solida carriera accademica: laurea magistrale in economia o discipline affini seguita da dottorato di ricerca e abilitazione scientifica nel settore disciplinare pertinente. Inoltre, è spesso richiesta un’esperienza documentata nella ricerca e nell’insegnamento universitario, con pubblicazioni rilevanti e partecipazione a progetti. Molti atenei richiedono esperienza in ruoli organizzativi (es. responsabile di corso di studio, coordinatore di dipartimento) e competenze manageriali, che possono essere acquisite anche tramite corsi specifici di management universitario o formazione in governance. I requisiti esatti possono variare in base al regolamento dell’ateneo.

Le responsabilità amministrative del Preside includono la pianificazione e supervisione del budget della facoltà, l’allocazione delle risorse materiali e umane, la gestione dei concorsi e delle nomine del personale docente e tecnico-amministrativo, nonché la definizione di politiche per la qualità della didattica. Il Preside coordina inoltre i processi di valutazione interna, garantisce il rispetto delle normative universitarie e rappresenta la facoltà nei rapporti con l’amministrazione centrale dell’ateneo, enti esterni e partner industriali. Spesso è coinvolto nella raccolta fondi e nello sviluppo di progetti europei o nazionali.

Le competenze manageriali chiave includono la capacità di definire e implementare strategie accademiche, il project management per iniziative di ricerca e formazione, e la gestione finanziaria. Sono essenziali abilità di leadership per guidare team multidisciplinari, competenze di comunicazione per relazioni con stakeholder interni ed esterni, e capacità negoziali per partnership e finanziamenti. Inoltre, la capacità di analizzare indicatori di performance, promuovere l’innovazione didattica e gestire processi di change management è sempre più richiesta, così come dimestichezza con strumenti digitali e gestione dei dati per decisioni basate su evidenze.

La modalità di nomina del Preside varia in base al regolamento dell’ateneo: può avvenire tramite elezione da parte del collegio dei docenti della facoltà, designazione dal rettore su proposta degli organi collegiali, o nomina diretta in contesti specifici. I criteri includono requisiti accademici, esperienza gestionale e un programma di mandato che illustra obiettivi strategici. In alcuni atenei è previsto un bando interno o esterno e una commissione di valutazione che esamina i candidati. Durata del mandato e possibilità di rinnovo sono stabilite dallo statuto dell’università.

Il percorso tipico prevede prima la costruzione di una solida carriera accademica: dottorato, abilitazione, attività di ricerca e docenza con pubblicazioni e progetti. Successivamente si acquisisce esperienza gestionale in ruoli come responsabile di corso di studio, direttore di dipartimento, o coordinatore di progetti europei. Queste esperienze consentono di sviluppare competenze amministrative e relazionali necessarie per la direzione della facoltà. Talvolta, esperienze manageriali esterne o formazione specifica in management universitario accelerano il percorso verso la candidatura a Preside.

Le principali sfide includono l’adeguamento dell’offerta formativa rispetto a un mercato del lavoro in rapido cambiamento, la gestione delle risorse finanziarie in contesti di vincoli di bilancio, e la promozione della qualità e innovazione nella didattica e nella ricerca. Occorre inoltre rafforzare le relazioni con il mondo imprenditoriale e istituzionale per attirare finanziamenti e opportunità di placement per studenti. La digitalizzazione, la sostenibilità e l’internazionalizzazione rappresentano ulteriori ambiti strategici che richiedono visione, capacità di cambiamento e competenze di leadership condivisa.