Responsabilità, competenze e mercato del lavoro in Italia

Il Direttore della Sostenibilità coordina la definizione e l'attuazione della strategia ambientale, sociale e di governance (ESG) dell'organizzazione. Le sue mansioni comprendono l'identificazione dei rischi e delle opportunità legati alla sostenibilità, la predisposizione dei piani di decarbonizzazione, la supervisione del non-financial reporting e il coordinamento dei team interfunzionali per integrare obiettivi ESG nelle attività operative.

Nel quotidiano collabora con il top management, gestisce relazioni con stakeholder esterni (investitori, clienti, autorità e ONG) e garantisce la compliance normativa e la trasparenza dei report. Sono richieste competenze in analisi dei dati, gestione del cambiamento, valutazione del rischio e comunicazione istituzionale. Spesso è richiesta esperienza in project management, certificazioni specifiche e conoscenza approfondita degli standard internazionali (es. GRI, SASB, TCFD).

Il contesto lavorativo varia da aziende industriali e gruppi finanziari a società di consulenza e enti pubblici; il ruolo richiede capacità strategiche, leadership e orientamento ai risultati per guidare la transizione sostenibile dell'organizzazione.

La professione Direttore della Sostenibilità si colloca al centro delle politiche aziendali per la responsabilità sociale, la transizione ecologica e la governance sostenibile. Sul nostro sito ci sono 9 annunci che riflettono la domanda crescente in settori come industria, energia, servizi e finanza; opportunità spesso concentrate in Milano, Reggio Emilia, Gorizia e proposte da Aamati Green Pvt Ltd, Tetra Pak, ADAMI & ASSOCIATI, ma altrettanto presenti in contesti territoriali diversi.

Il ruolo richiede integrazione tra strategie operative e rendicontazione ESG, e sta evolvendo verso competenze digitali e metriche di impatto. Trend emergenti includono la finanza sostenibile, la decarbonizzazione e l'uso di dati per la misurazione degli impatti ambientali e sociali.

Studi richiesti: Laurea magistrale in Ingegneria ambientale, Scienze ambientali, Economia, Giurisprudenza o discipline affini; preferibile master universitario o MBA con specializzazione in sostenibilità, ESG, gestione ambientale o compliance. Certificazioni professionali (es. CISI, certificazioni in ESG reporting, ISO 14001 lead auditor) costituite valore aggiunto.

Competenze richieste: Strategia ESG e governance, Non-financial reporting (GRI, SASB, TCFD), Valutazione e gestione del rischio climatico, Analisi dati e KPI di sostenibilità, Gestione dei progetti e change management, Conoscenza normativa ambientale e sociale italiana/europea, Stakeholder engagement, Comunicazione istituzionale e reporting, Leadership e coordinamento interfunzionale, Sviluppo di politiche di decarbonizzazione, Valutazione della supply chain e approvvigionamenti sostenibili, Business case e analisi costi-benefici, Conoscenza principi finanza sostenibile (ESG investing), Capacità contrattuali e negoziali, Competenze digitali per monitoraggio e rendicontazione










OverviewJoin AAMATI Green Private Limited and help shape the future of sustainable luxury. AAMATI has developed a patented mango‑based material that transforms agricultural waste into a next‑generatio...

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Head of Sustainability South Europe

Location: Rubiera, IT

At Tetra Pak we commit to making food safe and available, everywhere; and we protect what's good – protecting food, pr...

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A leading sustainability consulting firm is seeking a Director for Consulting Services Sales focused on Transmission & Distribution in Italy. The role involves building relationships with key buye...

Località: Verona, Veneto
Settore: Chimico

Descrizione del Ruolo:
Per un’azienda chimica di fama internazionale, stiamo cercando un Responsabile Sostenibilità...

Un importante gruppo industriale italiano cerca un Project Manager per gestire progetti di sostenibilità ambientale. Il candidato ideale avrà una laurea magistrale in Ingegneria o Economia e competenz...

A leading sustainability consulting firm is seeking a Director for Consulting Services Sales focused on Transmission & Distribution in Italy. The role involves building relationships with key buyers,...

Il percorso tipico prevede una base accademica in discipline tecniche, economiche o giuridiche seguita da esperienze operative in aziende, consulenza ambientale o project management. Molti professionisti iniziano come specialisti ESG, responsabili ambiente o CSR, per poi assumere ruoli di coordinamento e infine posizioni dirigenziali. È comune completare il percorso con master o corsi executive in sostenibilità, contabilità non finanziaria o finanza sostenibile. Esperienze trasversali in comunicazione, relazioni istituzionali e gestione della supply chain aumentano la spendibilità del profilo. La progressione richiede dimostrate capacità di leadership, gestione del cambiamento e risultati misurabili nella riduzione dei rischi ESG o nell'implementazione di progetti di decarbonizzazione.

Le certificazioni utili includono percorsi in reporting e gestione ambientale come ISO 14001 Lead Auditor, certificazioni in sostenibilità e ESG reporting, e corsi riconosciuti su GRI, SASB e TCFD. Master universitari o MBA con specializzazione in sostenibilità, economia circolare, energia o finanza sostenibile sono particolarmente apprezzati. Altre certificazioni in project management (es. PMP) e in data analytics rafforzano il profilo. La scelta dipende dal contesto aziendale: in ambito finanziario è utile approfondire strumenti di finanza sostenibile, mentre in contesti industriali sono rilevanti competenze tecniche ambientali e gestione dei processi.

Le retribuzioni variano in funzione della dimensione aziendale, settore, esperienza e localizzazione. In grandi gruppi o multinazionali la retribuzione complessiva può includere salario fisso, bonus legati a KPI ESG e benefit aziendali. Indicativamente, per profili senior in contesti corporate il salario base può collocarsi in una fascia più alta rispetto alla media nazionale per ruoli analoghi, mentre in PMI e consulenza la retribuzione è più contenuta. È consigliabile considerare anche elementi variabili come stock options, incentivi legati alla sostenibilità e opportunità di crescita interna. Per una stima aggiornata è utile consultare survey salariali di settore e annunci di lavoro specifici.

Il Direttore della Sostenibilità agisce da ponte tra il top management e gli stakeholder esterni, traducendo le priorità ESG in strategie operative condivise. Con il management definisce obiettivi, budget e KPI; con le funzioni operative coordina implementazione e monitoraggio. Verso stakeholder esterni (investitori, clienti, autorità regolatorie, ONG) cura la comunicazione dei risultati, la due diligence e la risposta a richieste di trasparenza. Gestisce dialoghi multilaterali per allineare aspettative e costruire partnership. Il ruolo richiede capacità negoziali, comunicative e di mediazione per bilanciare priorità economiche, normative e di responsabilità sociale.

Le performance si misurano tramite KPI ambientali (emissioni Scope 1,2,3, consumo energetico, rifiuti, uso dell'acqua), sociali (tasso di infortunio, diversità e inclusione, formazione) e di governance (compliance, gestione rischi). Si utilizzano standard e framework come GRI, SASB, TCFD e indicatori integrati nei sistemi di business intelligence. Strumenti digitali di monitoraggio, data management e piattaforme per il reporting ESG supportano la raccolta e la verifica dei dati. La scelta delle metriche deve riflettere la materialità per il settore e gli stakeholder, collegando i KPI agli obiettivi strategici dell'azienda e ai target di riduzione delle emissioni.

La possibilità di lavoro ibrido o remoto dipende dal settore e dalla cultura aziendale. Molte attività strategiche e di governance richiedono interazione con il top management, workshop interfunzionali e incontri con stakeholder esterni, rendendo spesso necessaria una presenza regolare in sede. Tuttavia, compiti di analisi, reportistica e alcune riunioni possono essere svolti in remoto. In contesti di consulenza o per team distribuiti la flessibilità è più comune. La logica prevalente è una modalità ibrida che combina la presenza per attività collaborative e la remote operation per compiti individuali e analitici, con accordi specifici definiti dall'azienda.