Ruolo, competenze e percorso professionale in Italia

Il Responsabile della continuità aziendale ha la responsabilità di sviluppare, implementare e mantenere il Business Continuity Plan (BCP) e i piani di Disaster Recovery (DR). Lavora a stretto contatto con le funzioni IT, sicurezza, operations e con i vertici aziendali per garantire che processi critici possano proseguire in caso di eventi avversi. Le mansioni includono l'analisi dell'impatto sul business (BIA), la valutazione dei rischi, la definizione di strategie di mitigazione e il coordinamento delle esercitazioni.

Il ruolo richiede competenze tecniche e trasversali: conoscenza di framework come ISO 22301, capacità di gestione progetti, comunicazione di crisi, e competenze IT per il disaster recovery. Il contesto lavorativo tipico è in aziende di medie e grandi dimensioni, istituzioni finanziarie, utility e fornitori di servizi critici. Il professionista deve mantenere aggiornati i piani, coordinare test regolari e gestire relazioni con fornitori e autorità competenti, assicurando conformità normativa e miglioramento continuo.

La figura del Responsabile della continuità aziendale assume un ruolo centrale nelle organizzazioni orientate alla resilienza operativa e alla gestione dei rischi. Sul nostro sito sono presenti 3 annunci che coprono ambiti diversi, dalla finanza ai servizi, dal manifatturiero alla pubblica amministrazione.

Le posizioni si collocano principalmente in grandi città, poli industriali e centri tecnologici. Dove presenti, esempi di località includono: Torino, Roma. I principali datori di lavoro sono tipicamente banche, assicurazioni, utility e grandi gruppi industriali; quando disponibili, alcuni nominativi sono: Iveco Group, Randstad Enterprise Italia.

Tra i trend emergenti per il Responsabile della continuità aziendale si segnalano l'integrazione con la cybersecurity, l'uso di soluzioni cloud per il disaster recovery e un'attenzione crescente alla continuità digitale. La domanda resta guidata dalla necessità di garantire servizi critici e conformità normativa.

Studi richiesti: Laurea in ingegneria, informatica, economia o discipline affini; titolo preferenziale master o corsi post-laurea in gestione del rischio, sicurezza delle informazioni o continuità operativa. Certificazioni professionali utili: ISO 22301 Lead Implementer/Auditor, CBCI, DRII, certificazioni in gestione del rischio o sicurezza informatica (es. CISSP, CRISC).

Competenze richieste: Business Impact Analysis (BIA), Pianificazione Business Continuity (BCP), Disaster Recovery (DR) e ITDR, Valutazione e gestione del rischio, Conoscenza ISO 22301 e normative correlate, Gestione crisi e comunicazione d'emergenza, Project management, Coordinamento esercitazioni e test, Analisi processi e continuità dei servizi critici, Interazione con fornitori e vendor continuity, Compliance e reporting alle autorità, Capacità di lavoro cross-funzionale, Strumenti BCM e piattaforme di gestione incidenti, Data protection e resilienza informatica, Problem solving e decision making sotto pressione










The role

As the Group Business Continuity Manager, you will play a crucial role in ensuring our organization is well-prepared to respond effectively to any disruptions. You will lead t...

A major automotive company based in Italy is seeking a Disaster Recovery Manager to oversee the development and execution of disaster recovery strategies. The role involves managing Business Impact An...

Job Description: Disaster Recovery Manager

Responsible for Overseeing Business Impact Analysis, Disaster Recovery Planning, and Offsite Data Vaulting

Position Overview

Il Responsabile della continuità aziendale pianifica, mantiene e testa i piani di Business Continuity e Disaster Recovery. Tra le attività quotidiane vi sono la revisione dei rischi e delle vulnerabilità, l'aggiornamento dei documenti di continuità in base a cambiamenti organizzativi o normativi, il coordinamento con IT, operations e fornitori, e la gestione delle comunicazioni interne per aumentare consapevolezza e readiness. Organizza e supervisiona esercitazioni e test periodici (tabletop, failover, simulative) e analizza i risultati per implementare azioni correttive. Inoltre monitora indicatori di rischio e partecipa a comitati di governance per allineare la strategia di resilienza con gli obiettivi aziendali.

Le certificazioni più rilevanti includono ISO 22301 Lead Implementer/Auditor per la gestione della continuità operativa e certificazioni del Disaster Recovery Institute International (DRII). Altre certificazioni utili sono CBCI (Certificate of the Business Continuity Institute), nonché credenziali in gestione del rischio (es. CRISC) o sicurezza informatica (es. CISSP) quando la componente IT è rilevante. La conoscenza di standard e best practice internazionali è spesso richiesta dalle aziende che mirano a conformità e resilienza documentata. Frequentare corsi specialistici e partecipare a workshop pratici è fondamentale per dimostrare competenze operative e capacità di implementazione.

Un percorso tipico inizia con una laurea in ingegneria, informatica, economia, gestione aziendale o discipline affini, seguito da esperienza in ruoli come risk analyst, IT continuity specialist, sicurezza informatica o gestione operativa. È utile completare master o corsi specialistici in gestione del rischio o continuità operativa e ottenere certificazioni professionali (ISO 22301, DRII, CBCI). La progressione di carriera spesso passa da ruoli tecnici o di progetto verso posizioni manageriali di responsabilità diffusa, inclusa la partecipazione a comitati di gestione crisi e rapporti con la direzione e il consiglio d'amministrazione.

Lo sviluppo di un BCP segue fasi: identificazione dei processi critici tramite Business Impact Analysis, valutazione dei rischi e delle dipendenze, definizione delle strategie di continuità e recupero, e redazione di procedure operative dettagliate. Coinvolgere stakeholder chiave e chiarire ruoli e responsabilità è cruciale. Il test avviene con esercitazioni di diverso tipo: table-top per scenari teorici, test tecnici per failover IT, e prove operative su processi critici. Dopo ogni test si esegue un debriefing e si implementano azioni correttive. La periodicità dei test e l'aggiornamento del piano aumentano l'efficacia e la resilienza complessiva.

Gli strumenti comprendono piattaforme per la gestione dei piani di continuità, soluzioni di disaster recovery as-a-service (DRaaS), backup e replica dei dati, sistemi di monitoraggio e alerting, e strumenti per la gestione degli incidenti e delle comunicazioni di crisi. Software per mappare dipendenze tra processi e fornitori, e soluzioni di orchestrazione del recovery sono utili per automatizzare procedure critiche. L'integrazione con sistemi di cybersecurity è fondamentale per rispondere a incidenti informatici. L'adozione di cloud ibrido, soluzioni di ridondanza geografica e workflow digitali facilita la rapidità di ripristino.

Le prospettive di carriera includono avanzamento a ruoli senior di continuità operativa, risk management, sicurezza informatica o posizioni di governance come Chief Risk Officer o Head of Resilience. La domanda è stabile soprattutto in settori regolamentati: finanza, utilities, telecomunicazioni e grandi imprese. I livelli retributivi variano in base a esperienza, settore e dimensione aziendale: profili junior possono iniziare con retribuzioni medie, mentre manager esperti con certificazioni e responsabilità cross-funzionali possono accedere a pacchetti più elevati e benefit. Opportunità aumentano con competenze IT e certificazioni riconosciute.