Profilo professionale, competenze e requisiti

Il Vicepresidente Tecnologia dell'Informazione è un dirigente responsabile della definizione e dell'esecuzione della strategia IT aziendale. Coordina team tecnici e manageriali, supervisiona progetti di trasformazione digitale, governa l'architettura enterprise e garantisce l'affidabilità delle infrastrutture e delle applicazioni. Collabora con il top management per allineare le iniziative tecnologiche agli obiettivi di business.

Tra le mansioni principali vi sono la pianificazione strategica dell'IT, la gestione del budget e dei fornitori, la definizione delle politiche di sicurezza e conformità, e il supporto all'innovazione tramite tecnologie emergenti. È fondamentale la capacità di guidare il change management e di misurare l'impatto dei progetti mediante KPI.

Il profilo richiede competenze tecniche avanzate e solide doti manageriali: leadership, negoziazione con stakeholder, governance IT, cloud computing, cybersecurity, data management e enterprise architecture. Il contesto lavorativo è tipicamente corporate, con interazione frequente con funzioni finance, risorse umane e operation, nonché con partner esterni e fornitori tecnologici.

La figura del Vicepresidente Tecnologia dell'Informazione si colloca al vertice della strategia digitale e tecnologica aziendale. Se sul sito sono presenti 102 annunci, essi riflettono una domanda concentrata in contesti come banche, industria manifatturiera, telco e grandi servizi professionali. Le posizioni aperte segnalano interessi per competenze in cloud, cybersecurity e trasformazione digitale.

Le opportunità si concentrano tipicamente in Ancona, Macerata, Chieti, con assunzioni da parte di BionIT Labs, Randstad Digital Italia, Jobtome, ma anche in contesti aziendali più piccoli che cercano leadership tecnica e visione strategica. Tra i trend emergenti vi sono l'integrazione di intelligenza artificiale a livello enterprise e la governance dei dati, ambiti che aumentano la richiesta di esperienze consolidate.

Studi richiesti: Laurea magistrale in Informatica, Ingegneria Informatica, Ingegneria Gestionale o Economia; preferibile master o MBA con specializzazione in IT Management o Digital Transformation. Certificazioni professionali (es. ITIL, TOGAF, CISSP) costituiscono un vantaggio.

Competenze richieste: Leadership e gestione team esecutivi, Pianificazione strategica IT, Enterprise architecture, Governance e compliance IT, Cloud computing (AWS, Azure, GCP), Cybersecurity e gestione del rischio, Gestione budget e ottimizzazione dei costi, Vendor e contratto (SLA) management, Project e portfolio management, Data governance e analytics, DevOps e automazione, Change management, Comunicazione con stakeholder, Innovazione tecnologica e digital transformation, Conoscenza normative (GDPR, IT security)










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Head of Information Technology and Digital Innovation

Posted: 18.05.2026

Job reference: 6be73c9dd4fdb4c21439a11b8d2d7f72

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Il Vicepresidente Tecnologia dell'Informazione guida la strategia IT aziendale e ne assicura l'allineamento con gli obiettivi di business. Supervisiona lo sviluppo e la manutenzione delle infrastrutture e delle applicazioni, gestisce il budget IT, negozia contratti con fornitori e garantisce la conformità normativa e la sicurezza informatica. Coordina team multidisciplinari, definisce l'architettura enterprise, promuove iniziative di innovazione e digitalizzazione e monitora i KPI per valutare l'efficacia dei servizi. Collabora con il CEO, il CFO e gli altri dirigenti per integrare soluzioni tecnologiche in grado di migliorare processi e performance aziendali.

Generalmente si richiedono almeno 10-15 anni di esperienza nel settore IT, con progressiva assunzione di responsabilità manageriali. È preferibile aver ricoperto ruoli come CIO, CTO, Head of IT o IT Director in contesti complessi e internazionali. Esperienze in progetti di trasformazione digitale, migrazioni cloud, implementazione di governance e gestione di grandi team e budget sono altamente valutate. L'esperienza nel settore specifico dell'azienda (finance, industria, retail, servizi) costituisce un plus, così come competenze nella gestione di vendor globali e nell'adozione di best practice di sicurezza.

Un Vicepresidente IT deve possedere competenze tecniche solide come cloud architecture, cybersecurity, enterprise architecture, data management e conoscenza di tecnologie emergenti (AI, IoT). A livello manageriale sono cruciali leadership, strategia, gestione del cambiamento, budgeting, negoziazione con fornitori e comunicazione con stakeholder aziendali. La capacità di tradurre esigenze di business in soluzioni tecniche scalabili e di misurare l'impatto tramite KPI è fondamentale. Inoltre, competenze in project e portfolio management e una buona comprensione delle normative di privacy e sicurezza (es. GDPR) completano il profilo.

Il percorso tipico prevede una formazione tecnica o manageriale, seguita da anni di esperienza operativa in ruoli IT specialistici (sviluppo, infrastrutture, sicurezza) e successiva transizione verso posizioni manageriali (team leader, IT manager). Progredendo, si assumono responsabilità su progetti di maggiore scala, governance e budget. Ruoli come IT Director, Head of IT, CIO o CTO sono spesso tappe precedenti. Completano il profilo percorsi formativi avanzati come MBA o master in IT management e certificazioni professionali che attestino competenze in governance e sicurezza.

La retribuzione varia in base a dimensione aziendale, settore, località e responsabilità; in Italia i compensi per un Vicepresidente IT possono oscillare ampiamente, con pacchetti che comprendono salario fisso, bonus legati a performance, stock options o incentivi a lungo termine in aziende quotate o scale-up. Benefit comuni includono auto aziendale, piani pensionistici integrativi, assicurazione sanitaria, formazione continua e flessibilità lavorativa. Nelle grandi imprese e multinazionali sono frequenti ulteriori incentivi legati a obiettivi strategici e pacchetti di relocation per candidature internazionali.

Mantenersi aggiornati richiede un approccio multilaterale: partecipare a conferenze e workshop internazionali, seguire corsi specialistici e certificazioni, leggere pubblicazioni di settore e whitepaper, e costruire una rete professionale con altri dirigenti e fornitori tecnologici. È utile implementare laboratori di sperimentazione (proof of concept) interni per valutare nuove soluzioni, collaborare con startup o acceleratori e promuovere una cultura di formazione continua all'interno dell'organizzazione. Infine, monitorare community tecniche, standard industriali e normative aiuta a mantenere pratiche conformi ed efficaci.