Ruolo, competenze e contesto lavorativo

Il Raccoglitore di risorse è un operatore che si occupa della raccolta, selezione e conservazione di materiali naturali quali piante, funghi, bacche, resine o altre risorse locali. Opera prevalentemente all'aperto e in contesti rurali, boschivi o costieri. Le mansioni comprendono il riconoscimento delle specie, la raccolta con tecniche appropriate, la preparazione per il trasporto e il rispetto delle norme ambientali e di sicurezza.

Per svolgere il lavoro sono fondamentali competenze pratiche come la conoscenza delle specie e dei periodi di raccolta, l'uso corretto di attrezzi manuali, la capacità di orientamento e la gestione della qualità del prodotto. È importante inoltre conoscere le normative locali e le regole di tracciabilità quando previste. Il ruolo richiede buona condizione fisica, autonomia operativa e spesso flessibilità rispetto agli orari stagionali.

Il contesto lavorativo varia da cooperative agricole e imprese forestali a piccoli operatori sul territorio; in alcuni casi la raccolta è organizzata per filiere di trasformazione o per mercati locali. Il profilo può evolvere con l'acquisizione di competenze tecniche più specifiche o con certificazioni in sicurezza sul lavoro e idoneità fitosanitaria.

La figura del Raccoglitore di risorse è sempre più richiesta in ambiti diversi, dalla gestione ambientale alle piattaforme digitali di economia circolare. Su questo sito sono presenti 8 annunci che coprono diversi contesti operativi, da attività stagionali all'impiego continuativo.

I profili ricercati possono variare a seconda della zona: tipiche località di riferimento includono Verona, Brescia, Novara, mentre tra i datori di lavoro compaiono spesso Altro, Archimede S.p.A. Filiale di Padova, Cauto Cantiere Autolimitazione. Trend emergenti come la digitalizzazione dei processi e l'attenzione alla sostenibilità influenzano il ruolo del Raccoglitore di risorse, rendendo rilevanti competenze tecnologiche e di tracciamento delle risorse.

Studi richiesti: Per la figura del "raccoglitore di risorse" non esiste un percorso di studi unico obbligatorio: in molti casi è sufficiente il diploma di scuola secondaria di secondo grado (istituto professionale, tecnico o liceo) accompagnato da formazione pratica e professionale. Percorsi particolarmente indicati comprendono istituti professionali o tecnici con indirizzo agrario, forestale o ambientale, e corsi di formazione professionale regionali in raccolta, gestione del territorio e tecniche di foraggiamento. Sono spesso richiesti o fortemente raccomandati corsi obbligatori e attestati specifici, quali formazione sulla sicurezza sul lavoro (D.Lgs. 81/2008), primo soccorso, uso di attrezzature, e, se la risorsa è destinata al consumo umano, formazione igienico-sanitaria (HACCP) e riconoscimento delle specie (botanica/micologia). Per attività regolamentate (es. raccolta funghi, piante protette, raccolta rifiuti) è necessario ottenere i patentini, autorizzazioni o iscrizioni previste da normativa comunale/regionale o settoriale. Per ruoli di coordinamento, gestione aziendale o progettazione di interventi ambientali è utile una laurea triennale/magistrale in Scienze agrarie, Scienze forestali, Scienze ambientali o affini, oltre a specializzazioni in gestione sostenibile delle risorse, normativa ambientale e GIS. Infine, è consigliabile integrare il percorso con esperienze pratiche, tirocini, corsi di aggiornamento sulla tutela della biodiversità e competenze imprenditoriali se si opera in forma autonoma.

Competenze richieste: Conoscenza delle specie vegetali e micologiche, Tecniche di raccolta sostenibile, Capacità di identificazione biologica, Uso sicuro di attrezzi manuali, Buona forma fisica e resistenza, Orientamento e lettura del territorio, Gestione della qualità e selezione del prodotto, Conoscenza di norme ambientali e regolamenti locali, Tracciabilità e registrazione delle raccolte, Igiene e conservazione post-raccolta, Comunicazione e lavoro in team, Capacità di pianificazione stagionale, Primo soccorso di base, Guida di veicoli leggeri (se necessario), Flessibilità e adattamento orario










FILIALE: ROMA TUSCOLANA

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Non esiste un percorso formale obbligatorio per diventare Raccoglitore di risorse; molte persone iniziano con esperienza pratica sul campo. Tuttavia, percorsi utili comprendono corsi professionali su riconoscimento botanico e micologico, formazione sulla sicurezza sul lavoro e specifiche certificazioni per la raccolta di prodotti alimentari o fitosanitari quando richieste. L'affiancamento a operatori esperti o il lavoro stagionale in cooperative locali rappresentano modalità comuni per acquisire competenze operative, comprendere le normative territoriali e sviluppare la capacità di distinguere specie commestibili da specie protette o pericolose.

Le condizioni di lavoro sono prevalentemente all'aperto e soggette a variabilità stagionale e climatica. L'attività può richiedere ore prolungate in piedi o camminate su terreni accidentati, spostamenti tra siti di raccolta e lavoro in equipe o in autonomia. Gli orari sono spesso legati ai periodi di maturazione delle risorse e possono includere giornate intensive durante le stagioni di picco. Rispettare la sicurezza, usare adeguati dispositivi di protezione e prevedere pause e adeguata idratazione è fondamentale per ridurre rischi fisici e incidenti.

È importante conoscere le normative locali e nazionali relative alla raccolta di prodotti naturali, inclusi divieti su specie protette, limiti quantitativi, regolamenti comunali o regionali, e requisiti per la vendita o la trasformazione alimentare. Per prodotti destinati al consumo umano è richiesta la conformità alle norme igienico-sanitarie e alla tracciabilità. In alcune aree potrebbero essere necessari permessi o autorizzazioni specifiche per la raccolta su terreni demaniali o protetti. Informarsi presso enti locali o associazioni di categoria è consigliato prima di iniziare l'attività.

Competenze tecniche come il riconoscimento accurato delle specie, la conoscenza delle tecniche di raccolta sostenibile e la gestione della qualità aumentano l'occupabilità. Capacità di gestione logistica, uso di strumenti digitali per registrare raccolte, conoscenze di base sulla trasformazione o commercializzazione e attestati di sicurezza sul lavoro o igiene alimentare sono apprezzati dai datori di lavoro. Lavorare in rete con cooperative, partecipare a filiere locali e sviluppare capacità relazionali con clienti e operatori del settore facilita l'accesso a contratti più stabili e opportunità di responsabilità maggiori.

I rischi includono infortuni da uso di attrezzi, cadute su terreni irregolari, esposizione a agenti atmosferici, punture o morsi di insetti, e rischio di ingestione di specie tossiche se il riconoscimento è errato. La prevenzione passa per formazione specifica, uso di dispositivi di protezione individuale (guanti, calzature protettive, abbigliamento adeguato), controllo periodico delle attrezzature, adeguata idratazione e pianificazione dei percorsi. La conoscenza delle specie e l'adozione di protocolli di selezione riducono i rischi legati alla sicurezza alimentare.

Le forme contrattuali variano: lavoro stagionale a tempo determinato, contratti a progetto, collaborazioni con cooperative o lavoro autonomo per piccole forniture. La retribuzione può essere oraria, a giornata o basata su quantitativi raccolti, a seconda degli accordi con il datore di lavoro. In contesti cooperativi è più comune avere pagamenti regolari e condizioni contrattuali formalizzate. È importante concordare preventivamente termini di pagamento, responsabilità su attrezzature e modalità di trasporto e vendita del prodotto raccolto.